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venerdì 20 ottobre 2017

Forse lo sei e non lo sai


Questo testo è stato tratto e liberamente adattato da uno scritto di David Graeber, antropologo e anarchico statunitense.



Sicuramente hai già sentito la parola anarchia, ma probabilmente quello che sai dell’anarchia è frutto di pregiudizio e superficialità.

Alla parola “anarchia” quelle più associate di solito sono violenza, caos, distruzione. Agli anarchici si pensa come a persone senza regole, disadattati, inaffidabili, egoisti, persone che vorrebbero vivere secondo la legge del più forte. 
E se ti dicessi che questo è solo uno stereotipo creato e propagandato da chi trae vantaggio dal mostrare l’anarchia e gli anarchici in questo modo distorto?

In realtà l’anarchico è solo una persona che, fra altri, si basa su due principali assunti:

1. Il potere è malvagio, pericoloso, qualcosa che corrompe.
2. L’essere umano, nel giusto contesto, è ragionevole, empatico, sociale e soprattutto in grado di rapportarsi agli altri ed organizzarsi senza che nessuno gli imponga come farlo, quindi non ha alcun bisogno di delegare decisioni ad altri né quindi delegare il potere e la responsabilità delle scelte, comprendendo che l’unica strada per la pace e l’armonia è quella legata all’aggregazione volontaria degli individui che si assumono la responsabilità delle proprie azioni.

Messa così suona già molto diversamente, vero?
Ma si può dire di più: probabilmente la maggior parte di voi è già anarchica e non lo sa. La maggior parte di voi già crede nell’anarchia, sa che non è un’utopia e la pratica ogni giorno… solo che non se ne rende conto.

Facciamo questo test insieme:

DOMANDA 1.
Se c’è una fila per salire su un autobus affollato, anche se non c’è polizia attorno, aspetti il tuo turno e non ti fai strada a gomitate?

Se hai risposto “sì”, allora ti comporti abitualmente come un anarchico! Il principio anarchico fondamentale è infatti l’auto-organizzazione: la convinzione che gli esseri umani non hanno bisogno di essere minacciati con sanzioni per essere in grado di giungere a ragionevoli intese gli uni con gli altri, o per trattarsi a vicenda con dignità e rispetto.
Se stai pensando che gli strumenti di coercizione sono necessari perché temi che ALTRI non si comporterebbero come te, è lo stesso ragionamento, evidentemente sbagliato, che hanno gli altri verso di te: ci sarebbe un ovvio interesse comune a comportarsi in maniera ragionevole con dignità e rispetto, non c’è alcuna ragione perché ci si comporti diversamente. Come vedi è la società che crea barriere dove non esistono e ci fa credere di avere bisogno di essere controllati e poi, come un cane che si morde la coda, è proprio questo controllo, questa coercizione che crea le CONDIZIONI che poi fanno nascere disuguaglianze, diffidenza e tensioni cioè gli elementi per cui poi noi invochiamo forme di controllo e coercizione. Capisci il paradosso?

DOMANDA 2.
Pensi sia normale e fattibile fare parte di un club, di una società sportiva o di un’altra organizzazione volontaria in cui le decisioni non sono imposte da un leader ma prese sulla base del consenso generale?

Se hai risposto “sì”, allora sostieni l’idea di organizzazioni che funzionino sulla base di principi anarchici! Un altro fondamentale principio anarchico è infatti quello dell’associazione volontaria basata sul principio del consenso. Gli anarchici sono convinti che l’intera società dovrebbe basarsi su questi principi poiché la coercizione applicata attraverso istituzioni gerarchiche o militaresche, tipo gli eserciti, le burocrazie e le grandi imprese, basate sulla catena del comando non sono affatto indispensabili, anzi, sono deleterie.
Certo può sembrare un’utopia a molti, ma è quello che fate nella vita di tutti i giorni ogni volta che raggiungete un accordo volontario con qualcuno. E’ già la base della vita che vivete. Se si applicasse questo concetto all’intera società si avrebbe un insieme di individui che si relazionano volontariamente con altre persone ugualmente libere e, per questo, attente alla responsabilità verso gli altri che il loro agire comporta. Questa è l’unica condizione in cui ci può essere equilibrio e libertà senza alcuno sforzo perché è nella natura umana, viceversa quando a qualcuno viene dato un potere sulle altre persone e queste vivono nella coercizione e nella diffidenza, esse smettono di essere responsabili dando vita a comportamenti antisociali.

DOMANDA 3.
Credi che i politici siano per lo più persone avide ed egoiste, a cui in realtà non importa nulla del bene comune o, nel migliore dei casi, attori di uno spettacolo inutile anche quando in buona fede? Pensi che il sistema economico in cui viviamo sia stupido e ingiusto?

Se hai risposto “sì”, allora tu sottoscrivi -almeno nelle sue linee generali- la critica anarchica della società attuale. Gli anarchici sono convinti che il potere corrompa e che coloro che cercano potere sono proprio le ultime persone a cui bisognerebbe affidarlo. Gli anarchici pensano che il nostro attuale sistema premi i comportamenti egoisti, coloro che sono privi di scrupoli, e sanzioni o renda inutili i comportamenti positivi legati all’empatia, alla condivisione. Ecco perché, anche quando in buona fede, i politici finiscono per diventare fautori e sostenitori di quel sistema, anche involontariamente. 
Probabilmente la maggior parte delle persone la pensa allo stesso modo. L’unica differenza con l’anarchico è che molti sono convinti che non ci sia niente da fare o che, se si facesse qualcosa, si finirebbe per produrre una situazione ancora peggiore di quella attuale.

Ma se ciò non fosse vero? Beh, anche tutte le previsioni catastrofiste sul cosa accadrebbe senza capitalismo e senza stati crollano semplicemente guardando alla storia e si rivelano ennesimi falsi stereotipi. 
I popoli hanno vissuto senza governi per migliaia e migliaia di anni, molti più anni di quanti ne abbiano vissuti con gli stati e con il capitalismo. Anche oggi, in molte parti del mondo, esistono persone che vivono al di fuori del controllo dei governi, al di fuori di contesti economici e, sorpresa, non si ammazzano a vicenda. Prosperano. A meno che non siano messi a rischio dalla cosiddetta civiltà.
Semplicemente queste persone cercano di vivere le proprie vite come farebbe chiunque altro. Al contrario è la presenza dell’economia e degli stati che mette in pericolo la società proprio perché innesca meccanismi di competizione e deresponsabilizzazione.
Se solo ci sforzassimo di analizzare l’intera storia dell’essere umano al netto dei cliché propagandati da chi, da questo sistema, trae vantaggio, scopriremmo che l’idea che siano gli stati a darci sicurezza e l’economia a darci benessere è l’esatto opposto di quello che è sempre successo.
Anche se si può essere spaventati da un cambio di paradigma così forte, è solo l’illusione che questo sistema funzioni o che si possa migliorare che ci tiene legati in realtà all’unica cosa che invece sicuramente non funzionerà perché in antitesi alla natura umana. Gli anarchici credono che bisognerebbe combattere sia la paura che l’illusione e metterci insieme a lavorare su qualcosa che possa funzionare davvero.

DOMANDA 4
Di solito ai bambini si ripetono frasi come “Non importa chi ha cominciato”, “Due cose sbagliate non ne fanno una giusta”, “Prima fai pulizia in casa tua”, “Fai agli altri quello che vorresti fosse fatto a te”, “Non trattare male le persone solo perché sono diverse da te”.
Credi realmente che sia giusto insegnare queste cose ai bambini?

Se pensi sia giusto perché quelle frasi hanno un valore, allora dobbiamo chiederci se stiamo poi mentendo a noi stessi da adulti, perché quei semplici principi morali applicati alla società portano all’anarchismo.
Già solo le due frasi “Non importa chi ha cominciato” e “Due cose sbagliate non ne fanno una giusta” da sole spazzerebbero via la follia delle guerre e del sistema carcerario: due strumenti che non funzionano, non hanno mai funzionato né funzioneranno mai per lo scopo per cui esistono.
Perché insegniamo ai bambini a condividere ed essere buoni se poi creiamo un mondo competitivo e ci ripetiamo che l’essere umano è cattivo per natura? Mentiamo a i bambini? O mentiamo a noi stessi da adulti per proteggere un sistema che non abbiamo il coraggio di cambiare ma sappiamo essere sbagliato?
Qualcuno dirà: “Certo ma continueranno sempre ad esistere persone veramente competitive ed egoiste”. E questo è un buon motivo per creare un sistema che premia e incentiva quelle persone? Quei comportamenti? O forse, al contrario, serve un sistema che li renda ininfluenti perché la massa collabora e ottiene risultati senza conflitti? 
Il conflitto e la paura servono solo agli interessi di coloro che detengono il potere.
Questo è il motivo per cui gli anarchici auspicano una società fondata non solo sulla libera associazione ma anche sull’aiuto reciproco o mutuo appoggio. Il fatto è che la maggior parte dei bambini cresce credendo nei principi anarchici e poi deve gradualmente rendersi conto che il mondo degli adulti in realtà non funziona in questo modo. Questo è il motivo per cui molti diventano adulti ribelli, alienati o rassegnati, frustrati e amareggiati.
Ma cosa succederebbe se cominciassimo seriamente a costruire un mondo fondato sui principi di equità, condivisione e giustizia con cui ipocritamente cresciamo i bambini?

DOMANDA 5.
Credi che gli esseri umani siano in realtà fondamentalmente corrotti e malvagi, che certe categorie di persone (le donne, la gente di colore, la gente comune che non è ricca o istruita) siano inferiori, e quindi devono essere obbligate ad essere governate da chi è migliore di loro?

Se hai risposto “sì”, allora è chiaro che, dopo tutto, tu non sei anarchico. Ma sei hai risposto “no”, allora è probabile che tu sottoscriva già il 90% dei principi anarchici e probabilmente stai già vivendo la tua vita in gran parte in accordo con questi principi. 
Ogni volta che tratti un altro essere umano con cura e rispetto, tu sei anarchico. 
Ogni volta che affronti le divergenze con gli altri cercando un compromesso ragionevole, ascoltando ciò che ciascuno ha da dire piuttosto che lasciando che una sola persona decida per tutti gli altri, tu sei anarchico. 
Ogni volta che avresti la possibilità di costringere qualcuno a fare qualcosa e invece preferisci fare appello alla sua ragionevolezza e al suo senso di giustizia, cercando di fargli comprendere la situazione facendo leva sulla sua responsabilità, tu sei anarchico. 
Lo stesso accade ogni volta che condividi qualcosa con un amico, oppure quando decidi chi dovrà lavare i piatti, questa volta, o fare qualsiasi altra cosa spiacevole o fastidiosa in base a un criterio di giustizia.

Ora tu potresti obiettare che questo è un metodo che va bene per far funzionare un piccolo gruppo di persone, ma che gestire una città, o una nazione è una faccenda del tutto differente. E naturalmente c’è del vero in quello che dici. Ma questo probabilmente deriva solo dal fatto che è molto complesso immaginare un sistema differente da quello in cui si è abituati a vivere e non mettere in discussione.
Attraverso la decentralizzazione della società e mettendo quanto più potere è possibile nelle mani di piccole comunità si inizierebbe un percorso virtuoso che porterebbe alla nascita di nuove realtà (e molte già stanno nascendo) riportando le cose verso un sistema equo e libero.

Certo non è una cosa semplice, ma pensi che questo sistema in cui viviamo lo sia? Non solo non è semplice ma è anche sbagliato, ingiusto, corrotto.
Probabilmente stai pensando a quanti meccanismi complessi esistano in questo sistema, magari alcuni positivi, e che sarebbe complicato rivedere secondo i principi di equità, giustizia e libertà ma il solo fatto che una cosa sia complicata non significa di per sé che sia impossibile. Significa solo che è complicata. E se una cosa è talmente complicata da rivedere secondo quei principi, forse quella cosa non è solo complicata, è anche sbagliata.
In effetti gli anarchici hanno elaborato ogni sorta di idee e visioni diverse su come potrebbe organizzarsi e gestirsi una società complessa. Spiegarli però andrebbe molto al di là dello scopo di un breve testo introduttivo come questo.
Il punto è che gli anarchici confidano nel fatto che tutti i problemi possono essere affrontati e risolti secondo i principi di equità, giustizia e libertà, gli unici principi che possono realizzare un sistema in cui le persone possono essere felici e vivere una vita degna di essere vissuta in cui nessuno domini più su nessun’altro, in cui guerre, oppressione e sfruttamento diventino solo brutti ricordi.


Source:

Mason Massy James
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giovedì 10 agosto 2017

Femminismo e Patriarcato




Essere parte di una minoranza discriminata non è una festa. Quello in cui non solo l'8 marzo (ma ogni giorno) dovremmo davvero auspicare, è una presa di coscienza che vada oltre gli stereotipi ed i luoghi comuni. Una riflessione che ci porti a capire che l'oppressione di qualcuno è sbagliata a prescindere da etnia, sesso o specie e che ci porti ad un'unica lotta contro il dominio e per la liberazione.

Il femminismo è l'idea che tutti gli individui appartenenti alla specie umana, per il solo fatto di appartenere alla specie umana e senza doti aggiuntive, sono meritevoli di uguale rispetto e hanno pari valore.

sabato 17 giugno 2017

Incendio della Grenfell Tower di Londra






13 mesi fa (Maggio 2016) furono ultimati i lavori di rinnovamento della Grenfell Tower. La Kensington and Chelsea Tenant Management Organisation (KCTMO), che amministra l'edificio per conto del council, decise che l'edificio doveva apparire "bello" alla vista dei residenti e investitori di una delle zone più esclusive di Londra (Kensington and Chelsea London Borough).


Decisero di rinnovarlo attraverso la sostituzione delle finestre, l'installazione di un sistema di riscaldamento centralizzato, la riconfigurazione dei primi 4 piani  e l'incamiciamento tramite una copertura (isolante). Avevano due opzioni di scelta per ricoprire l'edificio: una di materiale "antincendio" (costosa), l'altra di materiale altamente infiammabile (la più economica). Hanno scelto la seconda opzione, tanto chi se ne fotte di quella "gentaglia di basso rango", no?

sabato 10 giugno 2017

Il Pianeta Verde [film]



"Il Pianeta verde" è un film francese del ’96 che mette in luce tutti i paradossi del mondo in cui viviamo attraverso il paragone con la società di un pianeta dove si vive con semplicità e genuinità, a contatto con la natura e concentrati sulla vera essenza umana. Un film coraggioso (per questo bocciato dalla critica), originale e che guarda lontano. Una pellicola che si dovrebbe proiettare in tutte le scuole e che tutti dovrebbero vedere almeno una volta nella vita.

La regista Coline Serreau (che è anche l’attrice protagonista) affronta temi di grande importanza con ironia e intelligenza senza cadere mai nel banale. Un film che fa riflettere o meglio, che dovrebbe farci riflettere sul nostro presente e soprattutto sul nostro futuro.

Di seguito il film completo in italiano. Buona visione.











mercoledì 31 maggio 2017

MODELLO ECONOMICO DOMINANTE




Secondo voi, le persone che hanno successo in questa societa' (in campi legati all' economia e il potere) che basa la sua stessa esistenza sulla competizione, potrebbero raggiungere questo successo grazie al fatto che sono semplicemente individui psicopatici?

A questo proposito vi invito a leggere questo estratto da un documento redatto dagli amici del Deviance Project : "Il Manifesto", che potrete leggere online, scaricare gratuitamente in formato pdf, oppure richiederne la versione cartacea.


Buona lettura.







MODELLO ECONOMICO DOMINANTE



DEFINIZIONE 

Il concetto di Modello Economico Dominante, visto nell’ottica di invariante, necessita di alcune premesse. 

Il termine Economia, nella sua basilare accezione, significa semplicemente l’organizzazione e la gestione di risorse, che non siano infinite, per il soddisfacimento dei bisogni. Il termine apparentemente sembra rappresentare quindi un’azione necessaria, logica e indispensabile per qualunque individuo e per qualunque società.  

Nel corso della storia abbiamo visto succedersi svariati Modelli Economici che però presentavano molti punti in comune, cardini tuttora presenti nei principali modelli economici ed è su questi che ci concentreremo. Possiamo quindi considerare il Modello Economico Dominante come una superInvariante che contiene delle sotto-Invarianti che sono: Occupazione, Crescita, Moneta, Competizione. 

La prima cosa che possiamo già notare è che la definizione di Economia che abbiamo dato poco sopra è ben distante da quello che i sistemi Economici rappresentano oggi. 
Stando alla dottrina, l’Economia dovrebbe appunto basarsi principalmente su due pilastri:   
1) Gestione delle risorse.
2) Soddisfacimento dei bisogni.

I Sistemi Economici disattendono completamente entrambi i crismi. Vediamo perché:

giovedì 18 maggio 2017

Buonismo vs Razzismo




Ma voi, risvegliati conoscitori della verita', chiassosi nazionalisti ripetitori esperti di luoghi comuni in cerca di soluzioni dalla politica delle istituzioni, come la considerate la condivisione compulsiva quotidiana di qualsiasi cazzata che punti il dito sul migrante e sull'immigrazione in genere?  
Secondo me, la cosa tragicomica e' che persone che ragionano per concetti nazifascisti, intolleranti verso la diversita' in genere, dicono a me di essere manipolato e non riescono proprio ad accettare il fatto di essere razzisti.

Prima di guardare il filmato in coda al post, vi invito alla visione di quest'altro   (https://youtu.be/ttcexzSN0-g ), e vi propongo la lettura della sezione FAQ qui di seguito (creata dagli amici del Deviance Project) al fine di godere di una migliore esperienza informativa.

lunedì 8 maggio 2017

Nessun suono, nessuna voce.



Crescere e vivere in una società violenta talmente squilibrata che le ricchezze si moltiplicano con la stessa velocità delle povertà che precipitano, dove il concetto di giustizia è misurato sui vestiti di seta e cashmere, dove la tenaglia dei suoi esecutori raggiunge profondità di tale iniquità che risulta naturale mantenere istituzioni repressive per perpetuare all’infinito la persecuzione e il martirio di vittime innocenti nel nome di aberrazioni ambientali. 

Crescere e vivere in luoghi dove regna la carità religiosa, il romanticismo da soap opera, l’abnegazione del salario da fame, l’egoismo della proprietà privata, la difesa dell’ordine costituito, la trasformazione del suolo in cimitero a cielo aperto.

domenica 16 aprile 2017

Pasqua anticapitalista



E' arrivata la Pasqua. È importante dirlo perché le feste come questa, o come ad esempio il Natale, ci ricordano l’importanza della famiglia, delle tradizioni, della cristianità. Cose che difendono i veri valori e soprattutto sono un baluardo contro il capitalismo e lo sfruttamento.

Ricordatevelo e siatene fieri mentre regalate ovetti di cioccolata Nestlé, fatti con olio di palma (ah no ora l’hanno tolto) e con il regalino dentro. Cioccolata che deriva da piantagioni di cacao per cui NON si è disboscato, NON si ha contribuito all’estinzione di molte specie e alla diminuzione degli spazi degli aborigeni. E il giochino dentro NON è stato prodotto in qualche fabbrica del terzo mondo, di certo NON da un lavoratore sfruttato e con materiali sicuramente sostenibili).

domenica 5 marzo 2017

La coerenza del menefreghismo




La coerenza del menefregismo e' quella cosa che permette a chi coerentemente se ne frega di tutto senza distinzioni, di puntare il dito verso le imperfezioni di chi invece a migliorarsi e a vivere secondo dei principi etici ci prova, convincendosi anche di non essere un menefreghista. Dal menefreghismo alla critica radicale in un batter d'occhio, che spettacolo!

Perché anche loro si applicano eh: Contro il potere delle multinazionali ma senza rinunciare al McDonald’s e alla Coca Cola, contro lo sfruttamento però senza concepire di poter smettere di rinunciare a quei vestiti, quei divertimenti , quel cibo e in generale a tutte quelle comodità che sono inscindibili dallo sfruttamento di altri uomini ed esseri viventi;

mercoledì 22 febbraio 2017

Roba difficile, eh?



Una delle cose più interessanti in questo periodo è stato il divieto d’ingresso negli USA da parte di cittadini di alcuni paesi, divieto posto in essere dal neoeletto Donald Trump. E ancora più interessante è stato guardare le reazioni a questo divieto.

Mai come adesso siamo di fronte all’evidente dicotomia di una società paralizzata davanti ad una eterna partita di calcio, divisi in tifoserie, impegnati ad esultare o rammaricarsi per qualcosa che non è nelle loro mani, mentre ciò che li potrebbe salvare o distruggere continua indisturbato la sua corsa.

Il fatto è chiaro: Trump ha impedito l’ingresso negli USA a chi proviene da 7 paesi che sono: Iran, Iraq, Libia, Somalia, Sudan, Syria, Yemen. Il blocco non è definitivo ma temporaneo.
Questo ha portato ad esempio all’arresto di persone che rientravano negli USA da quei paesi, anche con regolare visto, anche con un regolare lavoro e un’intera vita costruita in America. Persone che si sono trovate ad essere illegali, improvvisamente.

martedì 14 febbraio 2017

Il biologo molecolare Pietro Buffa e l'origine dell'umanita' attraverso l'intervento biogenetico.


Ho sempre guardato a Homo sapiens come a una sorta di “estraneo” su questo pianeta. Un essere vivente anomalo rispetto agli altri, non particolarmente integrato con alcun habitat naturale e per questo spesso costretto a modificarne le caratteristiche, per far sì che l’ambiente intorno a lui risulti maggiormente disponibile, meno aggressivo nei suoi confronti, più adatto alla sua sopravvivenza (antropizzazione).

In questi termini, l’essere umano rappresenta un caso unico in natura, decisamente non uniformato al resto del mondo animale, in cui ogni singola specie è invece assoggettata ai delicati equilibri esistenti all’interno di precise zone adattative.

L’uomo semplicemente non ha un proprio habitat naturale; lo straordinario sviluppo encefalico e la capacità di comprendere i meccanismi che governano la natura ne hanno garantito la sopravvivenza anche laddove questa sarebbe stata impossibile per via di un “corredo biologico” non adeguato.

domenica 15 gennaio 2017

E noi ridiamo



Alla fine dell’Ottocento lo scrittore De Amicis, giornalista-militare che aveva a cuore solo gli scatti sull’attenti davanti all’autorità, definiva «malvagio» il piccolo Franti che rideva alla notizia della morte del Re. Oggi i suoi degni eredi arrivano ad accusare chiunque non si metta al servizio dello Stato di essere un «terrorista». Per la gente dabbene, per i fautori del Partito dell’Ordine, il rispetto e l’obbedienza alle leggi è un fatto talmente scontato da apparire ai loro occhi come del tutto naturale. A loro avviso, le istituzioni vanno amate con la stessa spontaneità con cui si aprono gli occhi quando ci si sveglia al mattino. Chi si sottrae a questa ridicola credenza civica non è qualcuno che la pensa diversamente, è molto peggio. Finché la sua alterità rimane circoscritta al proprio ambito domestico, può anche essere considerato un eccentrico da evitare o un malato da curare. Ma guai a manifestarla pubblicamente. Perché nel Pensiero Unico chiamato per eufemismo Opinione Pubblica non è ammessa nessuna idea divergente. Chi non si indigna davanti ad un atto di ostilità rivolto contro il potere è losco e sospetto. Ma chi addirittura osa gioire per un lampo nelle tenebre della servitù volontaria è per forza di cose coinvolto nell'atto stesso: Ne è l'autore, o come minimo il complice. Altrimenti non oserebbe mai esprimersi così avventatamente, altrimenti si limiterebbe a rimanere in silenzio oppure a riportare sull'accaduto le veline dei mass-media (triste scappatoia a cui molti sovversivi fanno spesso ricorso).