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domenica 16 aprile 2017

Pasqua anticapitalista



E' arrivata la Pasqua. È importante dirlo perché le feste come questa, o come ad esempio il Natale, ci ricordano l’importanza della famiglia, delle tradizioni, della cristianità. Cose che difendono i veri valori e soprattutto sono un baluardo contro il capitalismo e lo sfruttamento.

Ricordatevelo e siatene fieri mentre regalate ovetti di cioccolata Nestlé, fatti con olio di palma (ah no ora l’hanno tolto) e con il regalino dentro. Cioccolata che deriva da piantagioni di cacao per cui NON si è disboscato, NON si ha contribuito all’estinzione di molte specie e alla diminuzione degli spazi degli aborigeni. E il giochino dentro NON è stato prodotto in qualche fabbrica del terzo mondo, di certo NON da un lavoratore sfruttato e con materiali sicuramente sostenibili).

Ricordatelo e siatene fieri mentre affettate l’agnellino (che ovviamente è solo un animale, NON una vita, quindi va benissimo etichettarlo, trasportarlo, farlo a pezzi e usarlo a nostro piacere, e così fare per tutte le altre specie non umane, pagando altri perché lo facciano sia chiaro, in altri luoghi nascosti alla nostra vista).

Ricordatelo e siatene fieri mentre ringraziate Gesù, Dio e rallegratevi di avere la fortuna di essere tutti cristiani (guarda un po’) NON perché vivete nello stesso fazzolato di terra su cui ha agito un unico potere, ma perché evidentemente avete scelto tutti consapevolmente quella strada e quindi siete sicuri di condividere certi valori (perché è evidente che essere cristiani oggi NON permette che ci siano discrepanze di valori e anzi, è una garanzia che siamo tutti d’accordo su tematiche importanti, d’altronde è una delle religioni più diffuse al mondo NON perché ha usato violenza e si è imposta con la politica, sterminando persone che avevano altre fedi, ma perché è l’unica vera e il suo credo, seppur implichi una sudditanza a un entità con cui bisogna per forza essere d’accordo qualsiasi cosa faccia e dica, senza mai metterla in dubbio, NON crea una base psicologica di adesione e sottomissione all’autorità e quindi ci mantiene liberi nel corpo e nell’anima).

Quindi ricordatevi di tutto questo e siatene fieri. Il tutto mentre vi godete le poche ore libere con i vostri cari sperando che non diano di matto (perché il resto delle ore è portato via dal sistema di sfruttamento del lavoro che ovviamente NON è sostenuto e difeso dalla visione classista della società che dà l’istituzione della famiglia stessa, anzi, la famiglia NON è per niente la base legale per la protezione del patrimonio di padre in figlio e NON replica al suo interno i crismi autoritaristici del sistema.)

Perciò buona pasqua.

Ah un ultimo consiglio serio senza ironia: Non leggete la bibbia e non indagate sull’origine di questa festa perché altrimenti vi accorgereste di cosa state festeggiando veramente. Quando se ne fa menzione nella bibbia si fa riferimento al momento in cui Dio libera gli Israeliti dalla schiavitù d’Egitto chiedendo di segnare con sangue d’agnello le loro porte così da riconoscerle ed evitarle perché… “Alla mezzanotte, l’Eterno colpì tutti i primogeniti nel paese di Egitto, dal primogenito del Faraone che sedeva sul suo trono al primogenito del carcerato ch’era in prigione, e tutti i primogeniti del bestiame. E il Faraone si alzò di notte: egli e tutti i suoi servitori e tutti gli Egiziani; e vi fu un gran grido in Egitto, perché non c’era casa dove non ci fosse un morto.”

Questa è stata  l’azione di dio per salvare il suo popolo eletto. Un dio onnipotente che poteva fare qualsiasi cosa, ma ha scelto di liberarli così. Atto che evidentemente NON è sadico, NON è violento, ma è solo il gesto di un Dio spirituale e infinitamente buono con tutti… scusate ancora l’ironia.

E se andate a scavare ancora più a fondo persino quel rifermento biblico è una scopiazzatura di un rito pagano di pastori ebraici e non c’entra nulla con quello che nella vostra testa chiamate Tradizione Cristiana. Perché, sorpresa! Le tradizioni non esistono per come le intendono quelli che le vogliono difendere perché non esiste tradizione che non derivi da una qualche contaminazione o trasformazione culturale come è normale che sia. Perché è qualcosa di inventato, momentaneo ed inutile, spesso creato solo come amalgama sociale per tenere unite le classi e dominarle. Solo gli ottusi non riescono a vederlo e nella mancanza totale di una propria identità, una propria morale, hanno bisogno di identificarsi in queste baggianate. Spiacenti è tutto finto. E prima o poi tocca a tutti guardarsi davvero allo specchio.


Massimo Geloni (Mason Massy James)



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