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giovedì 10 agosto 2017

Femminismo e Patriarcato




Essere parte di una minoranza discriminata non è una festa. Quello in cui non solo l'8 marzo (ma ogni giorno) dovremmo davvero auspicare, è una presa di coscienza che vada oltre gli stereotipi ed i luoghi comuni. Una riflessione che ci porti a capire che l'oppressione di qualcuno è sbagliata a prescindere da etnia, sesso o specie e che ci porti ad un'unica lotta contro il dominio e per la liberazione.

Il femminismo è l'idea che tutti gli individui appartenenti alla specie umana, per il solo fatto di appartenere alla specie umana e senza doti aggiuntive, sono meritevoli di uguale rispetto e hanno pari valore.
Femminismo significa lottare per la parità dei sessi, in quanto non è stata raggiunta perché ci sono diversi sistemi di oppressione che pongono alcuni gruppi di persone su un livello gerarchicamente superiore rispetto ad altri.
Non si tratta, come alcuni pensano o hanno sentito dire, di un gruppo di donne pazze che vuole sterminare il genere maschile.
Esatto, il femminismo non ha sentimenti verso gli uomini diversi da quelli che ha verso le persone di qualunque altro genere.
Per definizione, il femminismo difende l’uguaglianza di tutte le persone – e gli uomini rientrano nella categoria persone.
Se si trattasse di prediligere la donna rispetto all'uomo sarebbe soltanto un capovolgimento del problema, si tratterebbe di unione in quanto donne e non uniti in quanto femministi. Sostanzialmente donnismo anziché femminismo.
La violenza di genere non è “maschile”. E’ maschilista e patriarcale.
Essere femministi significa essere contro il patriarcato, che è un sistema dove il potere ed i privilegi sono detenuti dall'uomo e che impone dei modelli o ruoli da seguire (anche all'uomo), pena l'essere discriminati.
Per cui voler distruggere il patriarcato non significa combattere gli uomini, significa combattere le ingiustizie. Non è quindi solamente inserire la donna nel contesto lavorativo, economico e sociale. E' lottare perché la donna non debba imparare ad essere come un uomo per essere accettata.
L'integrazione della donna nella società patriarcale non cambia la società, ma la donna.

I modelli ed i ruoli di genere derivanti dal patriarcato sono ovunque, dai più evidenti ai più radicati e nascosti.
Blu è per i maschi, rosa è per le femmine.
Carri armati, pistole e macchine sono per i maschi mentre le bambole, i fiori ed il makeup sono per le femmine.
I ruoli di genere ci impongono modelli di comportamento:
gli uomini devono essere dominanti e le donne devono essere sottomesse; gli uomini devono trovarsi un lavoro "vero", mentre le donne dovranno prendersi cura della casa e dei bimbi.
Questo mette dei paletti mentali che diventano accettati da tutti e visti come la normalità, ma in realtà gli esseri umani (che siano uomini o donne) sono molto più di questo.
Inoltre i ruoli di genere escludono completamente le persone che non si identificano in questa struttura binaria.
Voler abolire i ruoli di genere non significa voler togliere la possibilità a qualcuno di sentirsi uomo, significa semplicemente voler che l'essere uomini o donne possa essere interpretato ed espresso in maniera personale, anziché acquisito aderendo ad un modello prestabilito.
Significa voler eliminare tutte quelle differenze culturali venutesi a creare tra uomo e donna, imponendo dei ruoli, degli atteggiamenti, dei modelli da seguire a seconda del sesso.
Vale quindi anche per i maschi, che crescono con un'idea ben precisa (quella patriarcale) di cosa significhi essere uomo. C'è ad esempio l'idea che l'uomo debba essere robusto, forte, aggressivo e che non debba piangere o mostrare emozioni. Vale anche per gli omosessuali, bisessuali o transessuali, per cui non vi è buona considerazione perché si allontanano dallo standard (eterosessuale).
Essere femministi significa essere contro il sessismo, che è la tendenza a valutare la capacità o l'attività delle persone in base al sesso ovvero ad attuare una discriminazione sessuale. 
Per cui volerlo eliminare non significa essere contro l'uomo o che l'uomo sia sempre sessista; significa solo voler eliminare l'azione discriminatoria verso le donne.
Essere femministi significa essere contro i privilegi maschili.

Nella società patriarcale gli uomini hanno dei vantaggi. Non significa che tutti gli uomini abbiano privilegi, perché bisognerebbe tener conto della classe sociale, "razza", abilità. Ovviamente se sei un uomo, non è colpa tua. Non hai creato tu il sistema in cui viviamo, ma ne benefici in questo senso. Alcuni esempi banali possono essere: potersi vestire come si vuole, poter andare a letto con chi si vuole, poter tenere atteggiamenti volgari (anche per scherzo) senza essere considerati di cattivo gusto, non venir prima giudicato per il proprio aspetto fisico e sessuale, non venir reso un oggetto estetico e prettamente funzionale al piacere fisico o alla procreazione, etc..
Dunque si può godere di quei privilegi o prendere atto del fatto che sia difficile tirarsene fuori quasi quanto difficile è per le donne rivendicare diritti senza sentirsi dire di essere delle “femministe isteriche”. 
Il privilegio maschile è quindi anche quello un dato strutturale e della cultura di cui è impregnato non ha colpa solo il maschio, ma chiunque la veicoli (donne incluse).
Avere questi privilegi non ti rende una cattiva persona, ma è necessario riconoscerli.

Concludendo, l'8 marzo deve essere molto più della "festa della donna". Deve essere un'azione culturale che agisce per ogni soggetto autodeterminato al quale non può essere imposta alcuna visione. Nessuna costrizione del pensiero, nessuna costrizione dei corpi, nessuna prigione morale.
Deve essere la festa dell'autodeterminazione di tutti, ricordando che vi sono tante oppressioni che, avendo come matrice comune il dominio, vanno combattute in un'unica lotta.


Giacomo Zoffoli (Mosca Bianca)

sabato 17 giugno 2017

Incendio della Grenfell Tower di Londra






13 mesi fa (Maggio 2016) furono ultimati i lavori di rinnovamento della Grenfell Tower. La Kensington and Chelsea Tenant Management Organisation (KCTMO), che amministra l'edificio per conto del council, decise che l'edificio doveva apparire "bello" alla vista dei residenti e investitori di una delle zone più esclusive di Londra (Kensington and Chelsea London Borough).


Decisero di rinnovarlo attraverso la sostituzione delle finestre, l'installazione di un sistema di riscaldamento centralizzato, la riconfigurazione dei primi 4 piani  e l'incamiciamento tramite una copertura (isolante). Avevano due opzioni di scelta per ricoprire l'edificio: una di materiale "antincendio" (costosa), l'altra di materiale altamente infiammabile (la più economica). Hanno scelto la seconda opzione, tanto chi se ne fotte di quella "gentaglia di basso rango", no?

sabato 10 giugno 2017

Il Pianeta Verde [film]



"Il Pianeta verde" è un film francese del ’96 che mette in luce tutti i paradossi del mondo in cui viviamo attraverso il paragone con la società di un pianeta dove si vive con semplicità e genuinità, a contatto con la natura e concentrati sulla vera essenza umana. Un film coraggioso (per questo bocciato dalla critica), originale e che guarda lontano. Una pellicola che si dovrebbe proiettare in tutte le scuole e che tutti dovrebbero vedere almeno una volta nella vita.

La regista Coline Serreau (che è anche l’attrice protagonista) affronta temi di grande importanza con ironia e intelligenza senza cadere mai nel banale. Un film che fa riflettere o meglio, che dovrebbe farci riflettere sul nostro presente e soprattutto sul nostro futuro.

Di seguito il film completo in italiano. Buona visione.











mercoledì 31 maggio 2017

MODELLO ECONOMICO DOMINANTE




Secondo voi, le persone che hanno successo in questa societa' (in campi legati all' economia e il potere) che basa la sua stessa esistenza sulla competizione, potrebbero raggiungere questo successo grazie al fatto che sono semplicemente individui psicopatici?

A questo proposito vi invito a leggere questo estratto da un documento redatto dagli amici del Deviance Project : "Il Manifesto", che potrete leggere online, scaricare gratuitamente in formato pdf, oppure richiederne la versione cartacea.


Buona lettura.







MODELLO ECONOMICO DOMINANTE



DEFINIZIONE 

Il concetto di Modello Economico Dominante, visto nell’ottica di invariante, necessita di alcune premesse. 

Il termine Economia, nella sua basilare accezione, significa semplicemente l’organizzazione e la gestione di risorse, che non siano infinite, per il soddisfacimento dei bisogni. Il termine apparentemente sembra rappresentare quindi un’azione necessaria, logica e indispensabile per qualunque individuo e per qualunque società.  

Nel corso della storia abbiamo visto succedersi svariati Modelli Economici che però presentavano molti punti in comune, cardini tuttora presenti nei principali modelli economici ed è su questi che ci concentreremo. Possiamo quindi considerare il Modello Economico Dominante come una superInvariante che contiene delle sotto-Invarianti che sono: Occupazione, Crescita, Moneta, Competizione. 

La prima cosa che possiamo già notare è che la definizione di Economia che abbiamo dato poco sopra è ben distante da quello che i sistemi Economici rappresentano oggi. 
Stando alla dottrina, l’Economia dovrebbe appunto basarsi principalmente su due pilastri:   
1) Gestione delle risorse.
2) Soddisfacimento dei bisogni.

I Sistemi Economici disattendono completamente entrambi i crismi. Vediamo perché:

giovedì 18 maggio 2017

Buonismo vs Razzismo




Ma voi, risvegliati conoscitori della verita', chiassosi nazionalisti ripetitori esperti di luoghi comuni in cerca di soluzioni dalla politica delle istituzioni, come la considerate la condivisione compulsiva quotidiana di qualsiasi cazzata che punti il dito sul migrante e sull'immigrazione in genere?  
Secondo me, la cosa tragicomica e' che persone che ragionano per concetti nazifascisti, intolleranti verso la diversita' in genere, dicono a me di essere manipolato e non riescono proprio ad accettare il fatto di essere razzisti.

Prima di guardare il filmato in coda al post, vi invito alla visione di quest'altro   (https://youtu.be/ttcexzSN0-g ), e vi propongo la lettura della sezione FAQ qui di seguito (creata dagli amici del Deviance Project) al fine di godere di una migliore esperienza informativa.

lunedì 8 maggio 2017

Nessun suono, nessuna voce.



Crescere e vivere in una società violenta talmente squilibrata che le ricchezze si moltiplicano con la stessa velocità delle povertà che precipitano, dove il concetto di giustizia è misurato sui vestiti di seta e cashmere, dove la tenaglia dei suoi esecutori raggiunge profondità di tale iniquità che risulta naturale mantenere istituzioni repressive per perpetuare all’infinito la persecuzione e il martirio di vittime innocenti nel nome di aberrazioni ambientali. 

Crescere e vivere in luoghi dove regna la carità religiosa, il romanticismo da soap opera, l’abnegazione del salario da fame, l’egoismo della proprietà privata, la difesa dell’ordine costituito, la trasformazione del suolo in cimitero a cielo aperto.

domenica 16 aprile 2017

Pasqua anticapitalista



E' arrivata la Pasqua. È importante dirlo perché le feste come questa, o come ad esempio il Natale, ci ricordano l’importanza della famiglia, delle tradizioni, della cristianità. Cose che difendono i veri valori e soprattutto sono un baluardo contro il capitalismo e lo sfruttamento.

Ricordatevelo e siatene fieri mentre regalate ovetti di cioccolata Nestlé, fatti con olio di palma (ah no ora l’hanno tolto) e con il regalino dentro. Cioccolata che deriva da piantagioni di cacao per cui NON si è disboscato, NON si ha contribuito all’estinzione di molte specie e alla diminuzione degli spazi degli aborigeni. E il giochino dentro NON è stato prodotto in qualche fabbrica del terzo mondo, di certo NON da un lavoratore sfruttato e con materiali sicuramente sostenibili).

domenica 5 marzo 2017

La coerenza del menefreghismo




La coerenza del menefregismo e' quella cosa che permette a chi coerentemente se ne frega di tutto senza distinzioni, di puntare il dito verso le imperfezioni di chi invece a migliorarsi e a vivere secondo dei principi etici ci prova, convincendosi anche di non essere un menefreghista. Dal menefreghismo alla critica radicale in un batter d'occhio, che spettacolo!

Perché anche loro si applicano eh: Contro il potere delle multinazionali ma senza rinunciare al McDonald’s e alla Coca Cola, contro lo sfruttamento però senza concepire di poter smettere di rinunciare a quei vestiti, quei divertimenti , quel cibo e in generale a tutte quelle comodità che sono inscindibili dallo sfruttamento di altri uomini ed esseri viventi;

mercoledì 22 febbraio 2017

Roba difficile, eh?



Una delle cose più interessanti in questo periodo è stato il divieto d’ingresso negli USA da parte di cittadini di alcuni paesi, divieto posto in essere dal neoeletto Donald Trump. E ancora più interessante è stato guardare le reazioni a questo divieto.

Mai come adesso siamo di fronte all’evidente dicotomia di una società paralizzata davanti ad una eterna partita di calcio, divisi in tifoserie, impegnati ad esultare o rammaricarsi per qualcosa che non è nelle loro mani, mentre ciò che li potrebbe salvare o distruggere continua indisturbato la sua corsa.

Il fatto è chiaro: Trump ha impedito l’ingresso negli USA a chi proviene da 7 paesi che sono: Iran, Iraq, Libia, Somalia, Sudan, Syria, Yemen. Il blocco non è definitivo ma temporaneo.
Questo ha portato ad esempio all’arresto di persone che rientravano negli USA da quei paesi, anche con regolare visto, anche con un regolare lavoro e un’intera vita costruita in America. Persone che si sono trovate ad essere illegali, improvvisamente.

martedì 14 febbraio 2017

Il biologo molecolare Pietro Buffa e l'origine dell'umanita' attraverso l'intervento biogenetico.


Ho sempre guardato a Homo sapiens come a una sorta di “estraneo” su questo pianeta. Un essere vivente anomalo rispetto agli altri, non particolarmente integrato con alcun habitat naturale e per questo spesso costretto a modificarne le caratteristiche, per far sì che l’ambiente intorno a lui risulti maggiormente disponibile, meno aggressivo nei suoi confronti, più adatto alla sua sopravvivenza (antropizzazione).

In questi termini, l’essere umano rappresenta un caso unico in natura, decisamente non uniformato al resto del mondo animale, in cui ogni singola specie è invece assoggettata ai delicati equilibri esistenti all’interno di precise zone adattative.

L’uomo semplicemente non ha un proprio habitat naturale; lo straordinario sviluppo encefalico e la capacità di comprendere i meccanismi che governano la natura ne hanno garantito la sopravvivenza anche laddove questa sarebbe stata impossibile per via di un “corredo biologico” non adeguato.

domenica 15 gennaio 2017

E noi ridiamo



Alla fine dell’Ottocento lo scrittore De Amicis, giornalista-militare che aveva a cuore solo gli scatti sull’attenti davanti all’autorità, definiva «malvagio» il piccolo Franti che rideva alla notizia della morte del Re. Oggi i suoi degni eredi arrivano ad accusare chiunque non si metta al servizio dello Stato di essere un «terrorista». Per la gente dabbene, per i fautori del Partito dell’Ordine, il rispetto e l’obbedienza alle leggi è un fatto talmente scontato da apparire ai loro occhi come del tutto naturale. A loro avviso, le istituzioni vanno amate con la stessa spontaneità con cui si aprono gli occhi quando ci si sveglia al mattino. Chi si sottrae a questa ridicola credenza civica non è qualcuno che la pensa diversamente, è molto peggio. Finché la sua alterità rimane circoscritta al proprio ambito domestico, può anche essere considerato un eccentrico da evitare o un malato da curare. Ma guai a manifestarla pubblicamente. Perché nel Pensiero Unico chiamato per eufemismo Opinione Pubblica non è ammessa nessuna idea divergente. Chi non si indigna davanti ad un atto di ostilità rivolto contro il potere è losco e sospetto. Ma chi addirittura osa gioire per un lampo nelle tenebre della servitù volontaria è per forza di cose coinvolto nell'atto stesso: Ne è l'autore, o come minimo il complice. Altrimenti non oserebbe mai esprimersi così avventatamente, altrimenti si limiterebbe a rimanere in silenzio oppure a riportare sull'accaduto le veline dei mass-media (triste scappatoia a cui molti sovversivi fanno spesso ricorso).

sabato 31 dicembre 2016

UBUNTU



Ubuntu, ovvero benevolenza verso il diverso.

C’è chi dice che il razzismo è insito in ogni essere umano, coloro che lo dicono probabilmente fanno parte di questa tipologia.
Molto probabilmente in ambienti estranei alla tenaglia coercitiva degli Stati, di qualsiasi colore o religione, gli individui mostrerebbero ben altri sentimenti nei confronti del viaggiatore, dello sconosciuto, dell’affamato. Questo avviene in quei posti dove non arrivano leggi o polizie. 

Generalmente i "dipendenti" di uno Stato utilizzano strategie per indurre falsi bisogni, false paure nelle persone, affinchè rimangano al guinzaglio per così essere meglio manovrate. 
L’imperativo dei "capetti" di qualsiasi partito o movimento è quello di mascherare la verità, stravolgere le motivazioni e creare un odio verso il diverso in maniera tale che l’individuo perda di vista le miserie che quotidianamente lo obbligano a sopravvivere, miserie create dagli stessi "capetti". Siamo manipolati e plasmati in tutto per arrivare sereni a diventare piccoli numeri che sono utili solo a correre, correre, produrre, consumare, crepare.