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sabato 2 novembre 2013

ATTENTI AL PACIFICO





Le mappe del Nuclear Emergency Tracking Center mostrano che i livelli di radiazione in tutte le stazioni di rilevamento degli USA sono elevati, in particolare lungo la costa ovest. Ogni singolo giorno, 300 tonnellate di acqua radioattiva vengono scaricate da Fukushima nell'Oceano Pacifico. I seguenti sono 28 segni che la costa ovest sta venendo assolutamente fritta dalla radiazione nucleare di Fukushima:

1) Gli orsi polari, le foche e i trichechi lungo la costa dell'Alaska stanno soffrendo alopecia e piaghe aperte.

2) C'è un alto tasso di mortalità tra i leoni marini lungo la costa della California.

3) Sulla costa pacifica del Canada e dell'Alaska, la popolazione di salmone rosso è ai minimi storici.

4) Lungo la costa canadese, qualcosa sta facendo sanguinare i pesci da branchie, addome e occhi.

5) Un vasto campo di detriti radioattivi di Fukushima, grande circa quanto la California, ha attraversato l'Oceano Pacifico e sta cominciando a toccare la costa ovest degli USA.

domenica 22 settembre 2013

Fukushima, Tokyo ammette: Il rischio-apocalisse è adesso.




Era tutto vero: il pericolo Fukushima comincia solo adesso e il Giappone non sa come affrontarlo. Le autorità hanno finora mentito, ai giapponesi e al mondo intero: Fukushima era una struttura a rischio, degradata dall’incuria. Un impianto che andava chiuso molti anni fa, ben prima del disastro nucleare del marzo 2011. Da allora, la situazione non è mai stata sotto controllo: la centrale non ha smesso di emettere radiazioni letali. Tokyo finalmente ammette che, da mesi, si sta inquinando il mare con sversamenti continui di acqua radioattiva, utilizzata per tentare di raffreddare l’impianto. Ma il peggio è che nessuno sa esattamente in che stato siano i reattori collassati: si teme addirittura una imminente “liquefazione” del suolo. L’operazione più pericolosa comincerà a novembre, quando sarà avviata la rimozione di 400 tonnellate di combustibile nucleare. Operazione mai tentata prima su questa scala, avverte la “Reuters”: si tratta di contenere radiazioni equivalenti a 14.000 volte la bomba atomica di Hiroshima. Enormità: bonificare Fukushima – ammesso che ci si riesca – richiederà 11 miliardi di dollari. Se tutto va bene, ci vorranno 40 anni.

Gli scienziati non hanno idea del vero stato dei nuclei dei reattori, riassume il “Washington’s Blog” in un lungo reportage tradotto da “Megachip”: Le radiazioni potrebbero investire la Corea, la Cina e la costa occidentale del Nord America. Perché il peggio deve ancora arrivare: gli stessi tecnici incapaci, che hanno prima nascosto l’allarme e poi sbagliato tutte le procedure di emergenza, ora «stanno probabilmente per causare un problema molto più grande». Letteralmente: «La più grande minaccia a breve termine per l’umanità proviene dai bacini del combustibile di Fukushima: se uno dei bacini crollasse o si incendiasse, questo potrebbe avere gravi effetti negativi non solo sul Giappone, ma sul resto del mondo».

lunedì 22 luglio 2013

FUKUSHIMA,DISTRUZIONE NUCLEARE IN PROGRESS


foto di Lettera 43 (© Getty)


Perdite radioattive nell'oceano. Livelli di cesio impazziti. Ortaggi da horror. A 27 mesi dal disastro, iniziano a vedersi gli effetti. Ma il Giappone vuole tornare a investire sull'atomo.


di Michele Esposito




Fukushima nel luglio 2013. Due anni e tre mesi dopo la più grande catastrofe nucleare dai tempi di Chernobyl.
Le autorità nipponiche e laTokyo electric power co (la Tepco, che gestisce la centrale) gettano in pasta alla stampa periodiche rassicurazioni sull’area dove l’11 marzo del 2011 avvenne il disastro. Ma propria la frequenza degli inviti alla calma desta preoccupazione: suona quantomeno sospetta.  

PERDITE E CONTAMINAZIONI. Specie perché gli allarmi periodici, i tonni radioattivi e gli ortaggi mostruosi dimostrano che un’allerta permanente esiste, e non solo attorno ai reattori 1, 2 e 3, tra i più danneggiati dal sisma e dal successivo tsunami che colpirono il Giappone.
L’ultimo allarme rosso è del 17 luglio, sotto forma di una perdita di vapore rilevata da una telecamera di sorveglianza. La Tepco ha immediatamente minimizzato l’episodio ma la questione resta: basteranno 40 anni, come assicurato dalle autorità, per un ritorno alla normalità a Fukushima?