Il Tribunale, ricostruendo i fatti accaduti la sera del 27 giugno 1980, ha ritenuto responsabili i ministeri per non avere garantito la sicurezza del volo Itavia, ma anche per l’occultamento della verità, con depistaggi e distruzione di atti. Secondo la sentenza si può “ritenere provato che l’incidente occorso al DC9 si sia verificato a causa di un intercettamento realizzato da parte di due caccia, che nella parte finale della rotta del DC9 viaggiavano parallelamente ad esso, di un velivolo militare precedentemente nascostosi nella scia del DC9 al fine di non essere rilevato dai radar, quale diretta conseguenza dell’esplosione di un missile lanciato dagli aerei inseguitori contro l’aereo nascosto oppure di una quasi collisione verificatasi tra l’aereo nascosto ed il DC9”.
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domenica 19 novembre 2017
sabato 10 gennaio 2015
Popolazione Obbiettivo:Paura,Frustrazione,Insicurezza. [video]
Visto che in questi giorni la disinformazione di regime è molto occupata ad infarcire,soprattutto con l'odio e la paura,le teste vuote delle popolazioni "democratiche" occidentali,approfittando, anche,dei recenti accadimenti "terroristici" francesi,e nella speranza di aiutare,almeno in parte,quei malcapitati che si bevono alla canna la colossale mole di liquame proposta ed imposta dallo stesso regime mediatico internazionale,ripropongo una delle tante conferenze della dott.ssa Solange Manfredi (giurista, studiosa di guerra psicologica, disinformazione,servizi segreti e false flags) che spiega attraverso fatti storici ampiamente documentati,e documenti desecretati,nazionali ed internazionali,cosa sia e come venga applicata la "guerra psicologica" volta alla manipolazione delle masse,dagli anni '30 ai giorni nostri.
Perchè la guerra psicologica abbia probabilità di successo,si deve creare quella che,nei manuali militari di guerra psicologica,viene chiamata "popolazione obbiettivo:Paura,frustrazione,insicurezza".
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Leicester,UK
sabato 16 novembre 2013
Rosario Marcianò:Dalle denigrazioni sono passati alle calunnie, dalle calunnie alle minacce, dalle minacce agli avvertimenti in stile mafioso.
Chi controlla la “formazione” e l”informazione” controlla il mondo.
Ha ragione chi afferma che la prepotente casta dei disinformatori mena la frusta, decide il bello ed il cattivo tempo. Le stesse istituzioni paiono asservite ad una combriccola il cui sancta sanctorum è il mondo universitario. Certi atenei sovrintendono alla “formazione” ed all’”informazione” sulla Rete ed altrove, inviando le loro veline a quotidiani e redazioni televisive. Non saremo lontani dalla verità se vedremo nel C.I.C.A.P, il famigerato politburo pseudo-scientifico, il regista di talune torbide operazioni. E’ evidente l’asimmetria: da un lato ci si accanisce contro i ricercatori indipendenti e gli attivisti; dall’altro i calunniatori, che amano fregiarsi del titolo di debunkers, agiscono senza freni e senza timore di incorrere nei rigori della giustizia.
Di fronte a tale palese sperequazione, qualsiasi tentativo di ripristinare un po’ di equilibrio risulta vano. Gli apparati sono, pur con qualche lodevole eccezione al loro interno, schierati contro i cittadini onesti. Per questo motivo è necessario creare un fronte comune, tentare di generare un corto circuito nell’establishment.
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ATTENTATI E MINACCE DI MORTE CONTRO GIANNI LANNES. REGIA NATO?
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| (foto di Gianni Lannes) ..a caccia di navi dei veleni.. |
di Salvatore Esposito e Lucia Russo
Non è un eroe ma un uomo. A ben guardare affiora una ricorrente coincidenza che indirizza l’attenzione verso certe attività belliche e di intelligence dell’Alleanza atlantica. Occhio alla sequenza cronologica degli eventi.
Il 4 novembre 2008 il quotidiano La Stampa per cui lavorava Gianni Lannes, pubblica la sua inchiesta “A PICCO PER UNA BOMBA AMICA. Un’esercitazione Nato provocò l’affondamento di un peschereccio nel ‘94”. Una paginone intero che documenta i fatti con lucidità e riporta alcune testimonianze significative: una ricostruzione sintetica ed al contempo rigorosa sulla strage del peschereccio di Molfetta “Francesco Padre. Una tragedia consumatasi nell’Adriatico la notte fra il 3 ed il 4 novembre 1994, costata la vita a cinque onesti pescatori ed al loro cane Leone. Reazioni ufficiali? Nessuna, almeno in apparenza.
Poco tempo dopo si fa vivo Piero Corsini, braccio destro di Minoli alla Rai. L’inventore di Mixer, autore in quel periodo della trasmissione La Storia siamo noi, è interessato alla vicenda e vuole farne un documentario, commissionato proprio a Lannes.
Nei primi dell’anno 2009 partono le riprese filmate. Lannes intervista per conto di viale Mazzini, alcuni magistrati (Drago, Pugliese, Magrone), pescatori, familiari, tecnici e politici. I militari protagonisti della storia si rifiutano però, di parlare.
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sabato 9 novembre 2013
SCIE CHIMICHE - Il caso Marcianò - diretta censurata ma ripubblicata [video]
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| in foto - il giudice Paolo Ferraro durante il suo intervento |
Con la partecipazione del giudice Paolo Ferraro,Rosario Marcianò,Elia Menta.
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sabato 2 novembre 2013
CASO MARCIANO': "GIUSTIZIA" A SENSO UNICO (video intervista)
Elia Menta intervista Rosario Marcianò,dopo che la PM Maria Paola Marrali ha disposto il sequestro (preventivo) dei computers e di tutto il materiale probante di Tanker Enemy,con un reato che si spera di trovare..
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venerdì 1 novembre 2013
Una “giustizia” a senso unico: I fratelli Marcianò nel mirino di una certa magistratura
Giustizia non esiste là ove non vi è libertà. (Luigi Einaudi)
LA CRONACA
LA CRONACA
30 ottobre 2013, ore 7.00. Cinque agenti della Polizia postale di Imperia, su disposizione del Pubblico Ministero, Dottoressa Maria Paola Marrali, eseguono la perquisizione dell’appartamento ed il sequestro del materiale informatico allocato sui dischi rigidi. Il materiale, comprendente video, memorie difensive, programmi etc., appartenente a Rosario e ad Antonio Marcianò, è così a disposizione della Magistratura che ha deciso di acquisirlo e di compierne una ricognizione per ricavarne eventuali prove da usare a loro carico, a seguito di querela per diffamazione (sic) sporta dalla Signorina Serena Giacomin e dal Signor Massimo Della Schiava. Quest'ultimo peraltro dai Marcianò querelato, ma senza risultato alcuno. Non solo, due agenti, recatosi nella sala professori del Liceo “G.D. Cassini”, hanno poi perquisito l’armadietto di Antonio Marcianò.
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CHEMTRAILS E PIRATERIA GIUDIZIARIA:LA POLIZIA POSTALE SEQUESTRA TANKER ENEMY.
di Gianni Lannes
Un'idea non la puoi arrestare: impossibile sequestrare la conoscenza. Un intollerabile abuso di potere con sprezzo del ridicolo! Anzi, prove concrete di regime totalitario. Ieri la Polizia Postale ha fatto irruzione nella casa dei fratelli Marcianò (che non conosco personalmente e non ho mai incontrato, ma apprezzo il il loro encomiabile lavoro informativo) e ha sequestrato computers e materiali sulle scie chimiche. Una tale prova di forza è un segno evidente di debolezza del potere dominante.
I Marcianò, come è abbastanza noto, da anni fanno informazione in materia! Ammettendo per assurdo che la guerra ambientale con finalità segrete, ma palese nei suoi effetti, sia una leggenda metropolitana, allora perché sequestrare la documentazione a queste persone che non hanno fatto del male?
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martedì 9 luglio 2013
Intervista a Edward Snowden - Hong Kong 6 Giugno 2013 - [video]
12 minuti con Edward Snowden (29 anni),dipendente della Booz Allen Hamilton come analista di infrastrutture per la NSA (National Security Agency - agenzia di sicurezza statunitense) con precedenti incarichi di ingegnere di sistemi,amministratore di sistemi, consulente capo per la CIA, consulente di soluzione e addetto al sistema per le telecomunicazioni per la NSA.
[sottotitolato in italiano]
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domenica 30 giugno 2013
Potevano liberare Moro, ma una telefonata fermò il blitz
Il giorno prima di morire, Aldo Moro era a un passo dalla salvezza: le forze speciali del generale Dalla Chiesa stavano per fare irruzione nel covo Br di via Montalcini, sotto controllo da settimane. Ma all’ultimo minuto i militari furono fermati da una telefonata giunta dal Viminale: abbandonare il campo e lasciare il presidente della Dc nelle mani dei suoi killer. E’ la sconvolgente rivelazione che Giovanni Ladu, brigadiere della Guardia di Finanza di stanza a Novara, ha affidato a Ferdinando Imposimato, oggi presidente onorario della Corte di Cassazione, in passato impegnato come magistrato inquirente su alcuni casi tra i più scottanti della storia italiana, compreso il sequestro Moro. Prima di passare il dossier alla Procura di Roma, che ora ha riaperto le indagini, Imposimato ha impiegato quattro anni per verificare le dichiarazioni di Ladu, interrogato nel 2010 anche dal pm romano Pietro Saviotti.
Decisive, a quanto pare, le testimonianze degli ex “gladiatori” sardi Oscar Puddu e Antonino Arconte, l’allora agente del Sismi che tempo fa rivelò di aver ricevuto da Roma la richiesta di contattare in Libano i palestinesi dell’Olp per favorire la liberazione di Moro,
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domenica 28 aprile 2013
Attentati: siamo noi “complottisti” o siete voi "idioti"?
di Daniele Di Luciano
Forse non tutti sanno che il giorno dell’attentato alla maratona di Boston si sarebbe dovuta svolgere un’esercitazione con “esplosioni controllata”.
Varie fonti americane hanno riportato la notizia.
Addirittura il “Boston Globe”, il giorno dell’attentato, scriveva su Twitter:
Funzionari: Ci sarà una esplosione controllata di fronte alla biblioteca, tra un minuto, come parte delle attività della squadra dinamitarda.
E dopo sette minuti:
Da RT: Due bombe di fronte al Marathon Sports. Ossa fuoriuscite, pezzi di gambe, sangue ovunque.
Sicuramente una strana coincidenza, vero?
Ma non è finita qui.
Ricordate l’attentato di Oslo?
Forse non tutti sanno che il 22 luglio 2011, quando morirono 77 persone, di cui 8 per una bomba, si sarebbe dovuta svolgere un’esercitazione.
Come riferisce il quotidiano norvegese “Aftenposten”, nuclei della «polizia antiterrorismo hanno fatto esplodere delle cariche esplosive in un’esercitazione al centro di Oslo, a duecento metri dall’Opera, ma si sono dimenticati di avvisare il pubblico». [Fonte]
Ma non è finita qui.
Ricordate l’attentato di Londra?
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giovedì 25 aprile 2013
L'FBI conosceva già gli "attentatori" di Boston
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| foto di David L. Ryan/Globe Staff |
Mentre al mondo intero è stato chiesto di "dare la caccia e segnalare la presenza dei due sospettati ovunque si trovassero", l'FBI sapeva benissimo chi fossero e dove abitassero, da almeno 5 anni. Lo ha rivelato la madre, che vive nella repubblica russa del Dagestan, in questa intervista telefonica alla BBC (Qui l'intervista completa):
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venerdì 29 marzo 2013
I servizi segreti nell'ambito dei tre poteri dello Stato.
Ovvero: La bufala della teoria della tripartizione.
di Paolo Franceschetti
Sommario.
1. Premessa. La teoria della tripartizione.
2. Come funzionano i servizi segreti in teoria.
3. Come funzionano i servizi segreti in pratica.
4. Il vero potere dello Stato: il potere economico.
5. Conseguenze e ricadute giuridiche.
6. Conclusioni e prospettive di riforma.
7. Una storia finale.
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